Pagina Iniziale Biografia Pubblicazioni Sommario dell'Annuario della Associazione Del Medio Volturno Galleria Fotografica Libro degli ospiti Contatti Links Varia

Intervento alla Presentazione dell’Annuario dicembre 2005

Il 1915, l’idea e il senso e il valore della storia locale di Raffaele Marrocco, per sua volontà, si fanno Archivio Storico del Sannio
Alifano e contrade limitrofe, rivista che, il 15 dicembre 1965, rinasce, per iniziativa del figlio prof. Dante, col titolo Associazione
Storica del Sannio Alifano, la quale, a sua volta, il 1975, diviene Associazione Storica del Medio Volturno.
Per il numero degli anni, l’Ente culturale si distingue per longevità. In questo 2005 compie novant’anni, quanti il Presidente no-
onorario prof. Dante, rifondatore dell’Ente, donatore della sede, questa sede, egli storico dalla molto ricca produzione, nato il
giorno successivo a quel 15 dicembre, quando il padre fondava Archivio.
Inconoscibili coincidenze del caso.
Ed egli, in questa bella rinnovata Sala Minerva, dalla sorte è impedito a starci. A fare Festa con noi.
Ma, siatene certi, con il cuore è qui presente, anche con la mente, se non è assopito. Le volte che mi trattengo con lui, è avido
di sapere di questo e di quello: ma il pensiero stenta a farsi parola: la mente e la lingua gli s’inceppa. Sarà così anche per me,
penso.
A lui va il più sincero saluto di tutti e di ognuno con l’augurio di tanta serenità pei giorni a venire ed il ringraziamento di aver
potuto, per sua scelta, stare qui noi tutti riuniti nella sua e nostra società letteraria, a seguire al meglio la via per cono-
scere altro della nostra storia di ieri e di oggi, nonché di essere stimolati a confrontarci con l’arte di scrivere memorie
indagando nei documenti e, se fortunati, per il territorio sempre ricco di sorprese. Anche perché della storia, di quella
lontana e di quella vicina, la data può essere talvolta certa o approssimata, non la lettura dello svolgimento degli even-
ti, neppure di quelli dei quali siamo e siamo stati testimoni: con la storia gioca la mente e il sentimento e il giudizio di
di quel momento storico, per cui la storia, negli anni e nelle epoche successive, va letta anche con le conoscenze acqui-
acquisite dallo sviluppo di tutte le altre scienze, conoscenze sussidiarie a migliori e più sofisticate letture, che ti posso-
no suggerire altre idee e soluzioni per pagine di storia, le quali sembrano inconfutabili, per la ripetitività che se ne fa nel tempo.
Talvolta al posto della storia si fa ucronomia, come per fatti accaduti secoli fa, quali, nella quotidianità, l’incontro-scontro tra
islam e cristianesimo. Per l’era che crea poemi, che storia non sono, ma nobili racconti di grande arte poetica.
Una non lunga premessa alla essenzialità e vitalità della Rivista, senza la quale l’Associazione cesserebbe presto di vivere. Ripe-
to, perché convinto. Essa, prodotto annuale, come quello delle campagne, tiene in vita l’Associazione. Sono Prodotti di cui, per
concorde decisione del Consiglio Direttivo, solamente in quest’anno, per la cerimonia che ci vede insieme uniti, ciascun autore
autore non dirà la sua. Per l’illustrazione singola e complessiva cercherò di farmene mediatore come meglio posso, chiedendo
venia per l’incompletezza e la rapidità della successione.
Dell’Annuario, la prima di copertina, tipograficamente, conserva il recente bordo rettangolare nel quale, novità, l’indicazione
dell’anno indicativo è duplice -2004 2005-, dopo il quale, per il logos, dal prossimo anno, suggerirei di associare la riproduzio
ne del bel busto di Minerva, la dea che dà nome alla nostra sala convegni.
I due anni, per segnalare le attività e le novità relative ai tempi della produzione degli studi dei collaboratori e a quelli della
pubblicazioni, in tempo reale, di libri di soci, o di dono di volumi per la biblioteca da segnalare e recensire, nonché di informazio-
ne della cronistoria delle iniziative del Consiglio di amministrazione e la segnalazione di eventi significativi, in quello spazio
che la Redazione riserva a se stessa, dopo aver dato sistemazione agli studi dei collaboratori.
E questo spazio nel 22° volume dell’Annuario, 23° con quello dell’unico almanacco del 1981, ad iniziare, è occupato dalla notizia
dell’onorifico conferimento della laurea honoris causa, unico che si conosca fino ad oggi concesso per le nostre contrade
a studiosi emeriti, è quella che la Università di Petrosani, Romania, fa dono al prof. Michele Malatesta, docente di Logica
alla Università Federico II di Napoli, per la sua produzione di scienza filosofica. Quel merito, più sollecitamente, gli fu
riconosciutogli nel suo Piedimonte Matese dal nostro presidente onorario Dante.
Il curriculum vitae del prof. Michele è leggibile nel suo sito internet ed in quello della nostra Associazione.
Il vocabolo logica, su cui il prof. Michele esercita la sua mente, viene da lontano. Da Aristotele in poi è stato strumento
tecnico di apprendimento a coordinare il pensiero orale e scritto, e, completo di sillogismo, al ragionamento dialettico,
orale e scritto. Quella elementare delle grammatiche e delle sintassi è utilissima alla lettura dei classici latini e greci.
L’esercizio, un tempo, iniziava dalle scuole primarie. Di una proposizione si doveva riconoscere il soggetto, il predicato,
il complemento ; di un periodo, le proposizioni. Gli elementi primi della logica, che conduceva alle analisi. Un insegna-
mento fondamentale dei licei, in particolare di quelli filosofici degli istituti religiosi.
Il prof. Michele la logica la trova nei linguaggi, comparando gli uni agli altri, trovandone le affinità.
Un pensiero sincero di omaggio e di plauso all’uomo piedimontese che ci onora.
Pensiero di memoria ad Antonio Barbieri, genitore del preside Vittorio, decorato di medaglia d’argento per un gesto di coraggio
compiuto nell’aprile del 1917, a Turriaco, piccolo comune della Venezia Giulia, la cui Amministrazione, su segnalazione
dello storico locale Mario Furioso, gli conferisce la cittadinanza onoraria, con cerimonia abbinata alla presentazione del volume
della memoria. Legame ideale di offerta di servizi rischiosi di gente del Sud per l’unità del non prossimo nord, un altro novantennio
fa, scossa dalla devolution, approvata da non pochi deputati e senatori che daranno voto favorevole al momento del prossimo
referendum di ricusazione.
Per questo 2005, un altro documento di memoria e di storia: la fotocopia di un Attestato di benemerenza rilasciato dal Corpo
Volontari della Libertà al bersagliere De Lellis Angelo, nativo di S. Gregorio, militare in terra di Brescia, sbandato dopo l’8
Settembre per altro servizio di staffetta partigiana prestato a quel Corpo, collaborazione con atti benemeriti per riconsacrare
l’Italia alla dignità di nazione. L’attestato è firmato dal Comando Generale costituito da Ferruccio Parri, Raffaele Cadorna,
Luigi Longo, G. Stucchi, Mattei, Argenton, un sessantennio fa. Un documento della guerra che inizia il 10 giugno 1940 e
termina il 25 aprile.
L’Italia si ritrova tra macerie materiali da rimuovere per ricostruire strade e case; comportamenti civici e morali da restaurare-
nelle menti e nei cuori e con l’impegno politico di riannodare l’unità della patria comune e il rinnovamento delle istituzioni.
Ed ora dei lavori che iniziano con la ricerca storica che Adriano Amore fa della presenza delle bande musicali e dei nei nostri
borghi del Medio Volturno, significando e sottolineando il ruolo sociale e culturale importante e significativo svolto, come
nella premessa alle brevi biografie e fotografie dei maestri, dei quali anche le composizioni e gli spartiti. Lo studio è a loro titolato,
per il riconoscimento della passione con la quale preparavano le bande la sera, portando bel suono per i vichi a rompere il silenzio
che li avvolgeva.
Sarebbe interessante programmare una serata musicale, facendo risuonare brani di quelle note poste nel rigo musicale per la
gioia delle feste di piazza e per accompagnare le processioni.
Domenico Loffreda

« indietro